venerdì 4 maggio 2007

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma


Un pò di tempo fa, circa un mesetto, ho avuto modo di partecipare ad un convegno tenutosi ad Arcella, una frazione del comune di Montefredane (AV) dal titolo: "Sviluppo del territorio e ambiente : quale futuro?".
Il convegno è stato organizzato dall'associazione "
Ambiente e Salute", il cui Presidente, l'Ing. Salvatore Picariello è mio amico e collega.
L'idea di organizzare un convegno sugli inceneritori ad Arcella nasce dal fatto che tale frazione si trova al centro di una ben più vasta area industriale in cui da anni vi è una sorta di Far West circa l'immissione in atmosfera di agenti inquinanti da parte delle aziende che nel tempo si sono installate. In aggiunta, negli ultimi tempi è stata proposta dal
Consorzio ASI di Avellino, nella persona del suo presidente, l' installazione nella zona di Pianodardine (confinante con il territorio di Arcella e dove è già presente un impianto per la produzione di CDR) di un Termovalorizzatore che oltre a risolvere in via definitiva l'annosa emergenza rifiuti, dovrebbe fornire energia elettrica a costo zero (o quasi) all' adiacente nucleo industriale (e quindi non ai cittadini che pagano regolarmente e puntualmente la Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani).
Dal momento che io passo almeno 8 ore al giorno in quella zona, perchè ci lavoro, mi sento parte interessata al problema ed ho pensato bene di scrivere questo articolo per sensibilizzare chi lo leggerà alla gravità del problema.
Il convegno è stato organizzato in collaborazione con l'
Associazione Medici per l' Ambiente affiliata all' ISDE (International Society of Doctors for Environment).
Quello che l' associazione "Ambiente e Salute" contesta a chi ha proposto la costruzione del Termovalorizzatore, è il fatto che, al contrario di quanto si vuol far credere, oltre ad essere nocivo per la salute la sua costruzione è anche fortemente antieconomica.
Di fatto, un termovalorizzatore è un inceneritore che usa il calore prodotto come in una piccola centrale elettrica, ma con rendimenti molto inferiori: la differenza sostanziale rispetto a un semplice inceneritore è che un termovalorizzatore oltre a incenerire i rifiuti riutilizza parte del calore cosí generato.
Tuttavia, il riuso ed il riciclo sono nettamente più "valorizzanti" dell'incenerimento: per esemplificare, si risparmia molta più energia riutilizzando e riciclando una bottiglia di plastica di quanta energia non se ne ricavi dalla sua combustione, perché quest'ultima permette di recuperare solo una minima parte dell'energia e delle materie prime consumate per produrla.
C'è da dire, inoltre che per produrre una modesta quantità di energia viene prodotta una notevole quantità di agenti inquinanti, oltre che una notevole quantità di ceneri tossiche (prodotte dalla combustione ad alta temperatura) che devono essere smaltite in discariche speciali appositamente costruite con altissimo impatto ambientale.
Praticamente, se prendiamo come esempio un tavolo di plastica gettato via così com' è, avremo un inestetico tavolo di plastica brutto a vedersi, è vero, ma comunque innocuo, mentre se lo mettiamo in un Termovalorizzatore, avremo un tavolo di plastica nocivo per la salute umana, perchè oltre a produrre diossina & C. avremo prodotto nanoparticelle che verranno immesse nell'atmosfera e che respireremo noi.
Infatti, oltre ai macroinquinanti classici emessi dal processo di incenerimento (ossidi di azoto, ossidi di carbonio…), ai microinquinanti organici (idrocarburi policiclici aromatici), alle diossine , furani e cianuri , ai metalli pesanti (cadmio,mercurio, piombo,Arsenico cromo), è importante sottolineare la pericolosità del particolato ultrafine (da PM2,5 a PM 0,1). Tanto per fare un esempio, in città bloccano il traffico per alte concentrazioni di particolato PM10.
Queste
polveri portano con loro materiali tossici e nocivi residui della combustione, come idrocarburi policiclici, policlorobifenili, benzene e diossine, pericolosi perché persistenti e accumulabili negli organismi viventi.
Recenti studi scientifici hanno dimostrato che tali particelle svolgono un ruolo importante nella formazione di patologie tumorali (Leucemie, linfomi, mielomi, carcinomi polmonari, tumori delle vie respiratorie...ecc.).
A causa dell’enorme impatto ambientale degli inceneritori, in
Europa e negli USA, in alternativa alla tecnica di incenerimento dei rifiuti, il problema lo si sta affrontando attraverso la raccolta differenziata e il riciclaggio dei materiali, al fine di recuperare, qualificare e riutilizzare rifiuti attualmente sversati in discarica. Solo in questo modo il problema dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani , non provocherà danni irreversibili all’ambiente ed alla salute delle generazioni attuali e future.
Praticamente l' incenerimento dei rifiuti, all'estero è considerata una tecnologia inquinante ed obsoleta e quindi si sta man mano dismettendo, mentre da noi è considerata l'ultimo ritrovato tecnologico in materia di smaltimento...

Besos





3 commenti:

Unknown ha detto...

Insegnamo a noi stessi e a chi ci sta accanto che il nostro futoro è la consapevolezza, la conoscenza, la cultura ed il rispetto di ciò che ci circonda e le persone attorno a noi.
Bsta che una sola persona sia informata che noi abbiamo fatto il nostro DOVERE, ma siamo in campania terra di ignoranza e mafia....hai voglia ad insegnare!

Anonimo ha detto...

kenesei tu di un campo di grano,kenesei tu di un amore lontano,la serie c si avvicina.

Anonimo ha detto...

ciao enrico stai a schiaccia"tanti saluti dagli amici di civitavecchia

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