In Abbruzzo, ai confini con il Molise nel territorio montano compreso tra i comuni di Pescopennataro(Is) e Borella(Ch) sono situate le cascate del Rio Verde. Duecento metri di salto che il fiume Rio Verde esegue per tutto l'anno. Grazie ad una persona che in quel territorio c'è cresciuto, ho avuto la fortuna di fotografarle da un punto di vista diverso da quello che i siti promozionali ci propongono.E' stata un'esperienza difficile, ma ne è valsa la pena.
Siamo partiti il 18 Agosto alle 6.30 da Avellino, alla volta di Agnone (Is) dove ci attendeva Franco, una persona intorno alla sessantina che si era offerto di farci da guida.
Appena arrivati, intorno alle 8.30, abbiamo avuto giusto il tempo di salutarci dinnanzi ad una tazza di caffè.
Siamo partiti alla volta dell'oasi WWF di Borella, in provincia di Chieti. Circa 30 minuti di auto. L'oasi, come è consuetudine, offre un percorso all'interno della riserva, che permette al visitatore di deliziarsi tra le bellezze naturali del luogo. Eravamo a circa 1200 metr slm.
Arrivati alla fine del percorso segnalato, è entrato in gioco Franco. Abbiamo proseguito lungo un sentiero non segnalato, che seguiva l'antica via dei boscaioli che in tempi ormai lontani caricavano la legna da ardere o che sarebbe servita a produrre il carbone per scaldarsi durante i rigidi inverni.
Il sentiero consisteva nello scendere lungo il costone di montagna fin giù nella gola per arrivare nel punto in cui impattava l'acqua. Il sentiero era alquanto impervio data la fittissima vegetazione. Il tutto era complicato ulteriormente dal peso dell'attrezzatura fotografica che avevamo a seguito, circa 12 kg tra fotocamera, obiettivi e cavalletto.Quando siamo arrivati a valle lo spettacolo che ci si prospettava davanti era da spezzare il fiato...
Ho avuto la sensazione di vivere in uno di quei documentari dal National Geographics che tanto mi appassionavano da bambino (mi appassionano anche oggi), quelli sul Mato Grosso, per intenderci. Dinnanzi a me lo spettacolo di una cascata di oltre 200 metri, un'acqua limpidissima e ghiacciata che, complice il caldo intenso, invogliava a tuffarcisi dentro.
Ho avuto la sensazione di vivere in uno di quei documentari dal National Geographics che tanto mi appassionavano da bambino (mi appassionano anche oggi), quelli sul Mato Grosso, per intenderci. Dinnanzi a me lo spettacolo di una cascata di oltre 200 metri, un'acqua limpidissima e ghiacciata che, complice il caldo intenso, invogliava a tuffarcisi dentro.

Siamo rimasti circa un'ora a scattare foto da varie angolature. Il caldo si faceva sempre più incalzante. Franco ci ha fatto notare che la strada di ritorno sarebbe stata tutta "in salita" e quindi abbiamo deciso di proseguire nel cammino.
Effettivamente il ritorno è stato un percorso che definire difficile sarebbe un eufemismo. Ma ne è valsa davvero la pena. Credo che difficilmente avrò modi di vedere da così vicino e fotografare da una posizione così privilegiata, una delle cascate più belle d'Italia.
Invito tutti ad andare a visitare quei posti immersi nel verde, a confine tra Abruzzo e Molise. Non avrete la fortuna di avere il punto di vista che ho avuto io, ma vi assicuro che lo spettacolo, sarà in ogni caso indimenticabile.
Invito tutti ad andare a visitare quei posti immersi nel verde, a confine tra Abruzzo e Molise. Non avrete la fortuna di avere il punto di vista che ho avuto io, ma vi assicuro che lo spettacolo, sarà in ogni caso indimenticabile.





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