E' di ieri la notizia della confessione del campione del ciclismo italiano Ivan Basso, vincitore dell' ultimo giro d'Italia e squalificato dall' ultimo Tour de France per Doping.
Che il ciclismo fosse un mondo in cui ormai si sono persi molti dei valori propri dello sport era un fatto noto. Innumerevoli sono i casi provati di uso di sostanze dopanti negli atleti che ogni anno inchiodano milioni di appassionati alla televisione.
Che il ciclismo fosse diventato un ricettacolo di spaccatori, affaristi, mafiosi e ricattatori pronti a giocare con la vita prima ancora che con la carriera degli atleti, era un fatto arcinoto. Provo ancora una grande amarezza per come si è conclusa la vicenda di Marco Pantani.
Quello che ancora non si sapeva è che in questo mondo che di sportivo ha ormai davvero poco, ci sono ancora degli uomini, che pur avendo sbagliato (lo sbaglio rientra nell'umana debolezza...), hanno ammesso e sono pronti a riscattarsi per rimediare.
E' il caso appunto di Basso, il quale dopo aver confessato la sua colpevolezza al CONI, si è impegnato a dire tutto quanto è di sua conoscenza per cominciare a dare qualche bordata al muro di omertà che è la religione del doping.
Ivan Basso mette in gioco molto di se stesso. Ma sembra essersi convinto dell' utilità di quanto sta facendo. Sta dimostrando che ci si può riscattare anche quando tutto sembra finito, e si può sempre riscattare la dignità, in ogni momento denunciando l'ignobile schiavitù de doping.
Grande Ivan sei un vero uomo ed io faccio il tifo per te!
Besos
Che il ciclismo fosse un mondo in cui ormai si sono persi molti dei valori propri dello sport era un fatto noto. Innumerevoli sono i casi provati di uso di sostanze dopanti negli atleti che ogni anno inchiodano milioni di appassionati alla televisione.
Che il ciclismo fosse diventato un ricettacolo di spaccatori, affaristi, mafiosi e ricattatori pronti a giocare con la vita prima ancora che con la carriera degli atleti, era un fatto arcinoto. Provo ancora una grande amarezza per come si è conclusa la vicenda di Marco Pantani.
Quello che ancora non si sapeva è che in questo mondo che di sportivo ha ormai davvero poco, ci sono ancora degli uomini, che pur avendo sbagliato (lo sbaglio rientra nell'umana debolezza...), hanno ammesso e sono pronti a riscattarsi per rimediare.
E' il caso appunto di Basso, il quale dopo aver confessato la sua colpevolezza al CONI, si è impegnato a dire tutto quanto è di sua conoscenza per cominciare a dare qualche bordata al muro di omertà che è la religione del doping.
Ivan Basso mette in gioco molto di se stesso. Ma sembra essersi convinto dell' utilità di quanto sta facendo. Sta dimostrando che ci si può riscattare anche quando tutto sembra finito, e si può sempre riscattare la dignità, in ogni momento denunciando l'ignobile schiavitù de doping.
Grande Ivan sei un vero uomo ed io faccio il tifo per te!
Besos
4 commenti:
Ma quale uomo!!!
"Non ho mai preso sostanze dopanti, non sono pentito e non so e non ho detto di nessun altro corridore"
ecco le sue parole di oggi!
Ha ritrattato tutto!
http://www.gazzetta.it/Ciclismo/Primo_Piano/2007/05_Maggio/08/bassoconferenza.shtml?fr=plcol1
Uomo da 4 soldi...
bye!
ecco il link: http://snipurl.com/1jtmp
Non ha ritrattato. Ha detto che "ci ha provato" a prendere il doping ma non lo ha fatto (che per la legge è la stessa cosa). Saranno gli organi competenti a dimostrarlo.
Una cosa è certa, abbattere il muro di omertà è arduo, molto arduo....
BASSO è stato minacciato....ci avevi creduto eh pica?
i soldi solo i soldi valgono al giorno d'oggi ....a parte per noi....pagatemi uno zotico caffè e vi sarò riconoscente
bella
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